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Disturbo bipolare: cos’è e come si cura?

Il bipolarismo è una patologia psichiatrica che si manifesta tra i 18 e i 30 anni. Essa può incidere molto negativamente sullo stile di vita della persona affetta. Ecco come curarla

Mente e psicologia

Il disturbo bipolare, definito anche depressione bipolare o bipolarismo, è un disturbo dell’umore complesso. Spesso non è semplice riconoscerlo, in quanto il quadro clinico è variegato: molte volte è associato a disturbi quali l’abuso di sostanze stupefacenti, deliri olotimici (ovvero deliri di grandezza) e allucinazioni. In questo articolo cercheremo di darne una panoramica breve ed esaustiva, cosicché tu riesca a comprenderne i sintomi e capire quale cura è la migliore.

Disturbo bipolare: quali sono i sintomi e le cause?

Il bipolarismo è caratterizzato, in linea generale, dalla perdita dell’equilibrio del proprio umore: il soggetto può incorrere dapprima in fasi depressive e poi maniacali o viceversa.

I sintomi del disturbo bipolare nella sua fase depressiva sono i seguenti:

  • umore depresso per gran parte della giornata,
  • bassi livelli di autostima,
  • fiacchezza e disinteresse nello svolgimento delle attività quotidiane e lavorative,
  • aumento o diminuzione dell’appetito e del sonno,
  • pensieri macabri e di morte (che non vanno confusi con una fase di depressione stagionale o legata a eventi particolari come accade con la depressione post-partum).

La fase maniacale è, caratterizzata, invece da rapidi e veloci pensieri che si dipanano nella mente, da euforia e logorrea, mancanza di sonno, aumento della libido, dell’autostima e delle idee della propria grandiosità.

Questa patologia psichiatrica, che dà le sue prime avvisaglie tra i 18 ed i 30 anni, ha differenti cause. Tuttavia, la comunità scientifica è concorde nel ritenere come fattore scatenante del bipolarismo la componente eredo-costituzionale: quindi, la familiarità con questo problema è quella che incide maggiormente sul suo sviluppo. Tra le altre cause del comportamento bipolare, ci sono soprattutto quelle biologiche: l’abuso di droghe e di alcuni farmaci (ad esempio gli antidepressivi) possono scatenare il disturbo bipolare in chi ne è particolarmente predisposto.

Personalità bipolare: come diagnosticarla e come si cura

Se iniziano a manifestarsi alcuni dei precedenti sintomi che abbiamo elencato, è necessario rivolgersi ad un medico specialista, in particolare lo psichiatra (psicologo e psichiatra hanno funzioni diverse), il quale eseguirà tutti gli accertamenti del caso. Infatti, si potrebbe essere di fronte ad un altro problema che non ha nulla a che fare con la personalità bipolare. Ad esempio è necessario capire se la persona non abbia subito un’intossicazione da sostanze stupefacenti. Alla diagnosi si arriva, inoltre, attraverso un percorso tramite il quale lo specialista cerca di ricostruire la storia del paziente: è importante, infatti, fare un’anamnesi della famiglia per capire se anche altri membri ne hanno sofferto.

Una volta diagnosticato il disturbo bipolare e, quindi, essersi accertati della presenza di un episodio maniacale, ipomaniacale e uno depressivo, è possibile ricorrere alla cura farmacologica. Essa si basa sostanzialmente su farmaci anticonvulsivanti, neurolettici ed antidepressivi. Naturalmente, è molto importante associare un percorso di psicoterapia al trattamento farmacologico della persona bipolare, in quanto è risaputo che possa aumentare l’efficacia del trattamento.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale aiuta, in particolare, a migliorare la gestione della vita personale di chi soffre di disturbo bipolare, nonché a diminuire i ricoveri ospedalieri ed anche i tentativi di suicidio che questa patologia psichiatrica può portare le persone a mettere in atto. Inoltre, essa mette al centro le relazioni: queste vengono particolarmente stimolate, così da migliorare le connessioni con il mondo esterno. Questo tipo di psicoterapia prevede solitamente incontri di gruppo molto efficaci, che portano un netto miglioramento nel contatto con l’altro, attraverso ad esempio esercizi di fisicità affettuosa.

Anche l’arteterapia è una pratica che, infine, può risultare molto utile per la persona bipolare: è stato dimostrato che essa stimola la produzione di dopamina e quindi dei neurotrasmettitori del buonumore.

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