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Dieta Flexitariana: come funziona la dieta semi vegetariana

Seguita dalle star internazionali, la dieta flexitariana è, ad oggi, sempre più praticata. Vediamo in che cosa consiste e perché fa bene alla salute

Dieta e benessere

La chiamano dieta flexitariana, nome altisonante, ma in realtà si tratta di una semplice dieta semi vegetariana caratterizzata dall’assunzione attenta di proteine animali. L’obiettivo della dieta “flexitarian” è quello di alimentarsi in maniera più sana, più leggera e, soprattutto, con un occhio di riguardo per la sostenibilità e la filiera di produzione. Ecco tutto ciò che devi sapere.

Il significato di “flexitarian”

Ormai diffusa da qualche anno, la dieta flexitariana diventa ogni stagione più seguita: sempre più celebrities decidono di adottarla come stile alimentare, per trarre il meglio della dieta vegetariana senza rinunciare ai nutrienti essenziali presenti in una dieta che comprende anche le proteine animali.

Da definizione, “flexitarian” significa “flexible vegetarian”, ovvero vegetariano flessibile. Il principio di questa dieta è sostanzialmente vegetariano, ma con l’aggiunta di carne e di prodotti animali per evitare la privazione di alcuni nutrienti essenziali per il corretto funzionamento dell’organismo. La scelta flexitariana è orientata soprattutto alla salute, ma può essere fatta anche in ottica di sostenibilità, e nella prospettiva di effettuare modifiche sostanziali alla propria alimentazione quotidiana, oltre a sentirsi meglio da un punto di vista puramente etico. A giovare davvero di questo tipo di alimentazione è certamente la salute.

La dieta è stata creata dalla dietista statunitense Dawn Jackson Blatner e viene seguita da numerose personalità del mondo dello spettacolo, tra cui Cameron Diaz e Gwyneth Paltrow.

In cosa consiste la dieta flexitariana?

Secondo gli studi scientifici portati a vantaggio di questa nuova dieta, chi segue un’alimentazione vegetariana vive in media 3,6 anni in più e pesa il 15% in meno di coloro che, invece, mangiano la carne fresca. Per beneficiare di questi straordinari valori, però, non è necessario rinunciare completamente alla carne, ma ridurne i quantitativi e fare attenzione alla qualità – verificando di acquistare solo prodotti biologici e a chilometri zero. Questo regime semi-vegetariano, dunque, non rinuncia a carne, uova, latte, pollame e pesce, è meno gravoso sull’umore e assai meno restrittivo di un più classico regime vegetariano.

L’apporto quotidiano di calorie per dimagrire è, secondo il libro “The Flexitarian Diet”, di circa 1500 al giorno, ma può variare in base al peso, allo stile di vita e agli obiettivi che si vogliono raggiungere. È bene, dunque, rivolgersi a un nutrizionista esperto prima di decidere arbitrariamente quante calorie si dovrebbero assumere.

Quanto all’astinenza dalla carne, niente panico: non bisogna fare tutto sin da subito. Il libro consiglia due possibili varianti di transizione, per sentirsi a posto con la coscienza e con la bilancia:

  • Cominciamo gradualmente: iniziamo con il rimuovere la carne e i derivati animali per due giorni ogni settimana, fino a raggiungere i cinque nelle settimane o, a scelta, nei mesi.
  • Dividiamo la giornata in settori, e concediamoci la carne ogni giorno dopo le 18, ma non prima. Tutto questo, naturalmente, facendo attenzione a non sforare con l’apporto calorico.

La dieta si basa sul consumo di frutta e verdura fresca di stagione, possibilmente biologica e a chilometro zero. Non solo questo stile alimentare ci farà perdere qualche chilo, ma ci permetterà di ridurre il livello di colesterolo nel sangue, abbassando i trigliceridi. Ci fornirà inoltre tutti i nutrienti necessari per rafforzare il sistema immunitario e l’apparato cardiovascolare, per una vita più lunga e – soprattutto – più sana.

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