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Dieta Berrino: piano alimentare e quando farla

Stai cercando una sana alimentazione ma non sai quale scegliere? In questo articolo ti raccontiamo della dieta del Dottor Berrino, oncologo ed epidemiologo

Dieta e benessere

La dieta Berrino prende il nome dal Medico Franco Berrino, oncologo ed epidemiologo, già direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Il dottor Berrino, sulla base di approfonditi studi scientifici e della sua lunga esperienza sul campo, ha messo a punto una dieta che ha come obiettivo quello di migliorare la salute e allungare la vita.
Vediamo in che cosa consiste.

Cambiare dieta in 21 giorni

Più che una semplice dieta, il metodo del dottor Berrino è un vero stile di vita.
Nel suo libro 21 giorni per rinascere, Berrino stila una sorta di comportamenti che vanno al di là della sola alimentazione e che permettono di entrare in una routine virtuosa: tre settimane costituiscono, infatti, il tempo necessario per trasformare un comportamento in una abitudine.
Le settimane sono tre anche perché corrispondono a tre momenti specifici:

  • La prima fase, corrispondente alla prima settimana, è quella in cui l’organismo si depura;
  • La seconda fase, corrispondente alla seconda settimana, è quella in cui inizia il ringiovanimento dell’organismo;
  • La terza fase, corrispondente alla terza settimana, è quella in cui vengono perfezionati e ottimizzati i risultati.

Dieta Berrino: l’alimentazione

Il dottor Berrino in una delle interviste rilasciate in seguito all’uscita del suo libro, rileva che tutti gli studi mondiali, anche i più recenti, sono concordi nell’individuare in tre tipi di alimenti particolarmente dannosi alla salute, soprattutto in materia oncologica: lo zucchero bianco; gli insaccati, in particolare il prosciutto cotto, e la carne rossa, sarebbero cibi da evitare il più possibile. Ma non solo.

I consigli del famoso oncologo dicono anche altro:

  • Evitare di mangiare qualsiasi animale morto. Unica eccezione, alimenti di origine animale provenienti da animali nutriti in modo naturale. È il caso, per esempio, del latte di mucca di pascoli montani, delle uova di galline ruspanti e del pesce non di allevamento.
  • Privilegiare le proteine di origine vegetale.
  • Scegliere alimenti come cereali integrali, frutta e verdura, legumi, frutta secca.
  • Alcuni alimenti preparati con farina 00 (come pane bianco, riso bianco, snack, biscotti, etc.,) sono da evitare per l’alto indice glicemico.

La dieta poi, prevede anche specifici modi di alimentarsi e di gestire i pasti secondo tempistiche precise:

    • La colazione andrebbe sempre consumata entro le otto del mattino e dovrebbe essere abbondante e completa.
    • Il pranzo dovrebbe essere consumato sempre tra le 12 e le 13, in quanto è il momento della giornata in cui l’apparato digestivo funziona in modo più efficace.
    • Il pasto serale dovrebbe essere piuttosto ridotto, e in alcuni casi sarebbe anche opportuno saltarlo.
    • Nella dieta sarebbe utile introdurre alcuni momenti di digiuno: per esempio un digiuno breve (di 18 ore) può essere fatto semplicemente saltando la cena. Oppure possono essere scelti 2/3 digiuni alla settimana alternandoli a giorni in cui ci si ciba normalmente. In questo modo l’organismo avrebbe un effetto purificante e rigenerativo.
    • Durante i pasti bisognerebbe dedicare molto tempo alla masticazione lenta e evitare qualsiasi altro tipo di distrazione, come televisione, smartphone o tablet.

Dieta Berrino: stili di vita da associare alla corretta alimentazione

Se la dieta Berrino è una dieta antinfiammatoria, ciò non toglie che il famoso oncologo raccomandi opportuni stili di vita da abbinare all’alimentazione corretta.
Dice Berrino stesso che i tre pilastri su cui si basa la sua dieta sono:

      • L’alimentazione salutare basata sulla cucina macromediterranea.
      • L’esercizio fisico attraverso una pratica abituale di movimento aerobico ed anaerobico.
      • La meditazione

Insomma, una vita più sana e più vicina alla natura, molto simile a quella delle culture più povere e a quella contadina del nostro passato.

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