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Come funziona il ricovero ospedaliero?

Ricovero ospedaliero: che cos'è e quali sono le tipologie? Scopri tutto ciò che è importante sapere nell'articolo di PG magazine

Dove mi curo

Con il termine ricovero ospedaliero si intende un periodo di tempo che un paziente trascorre all’interno di una struttura ospedaliera per ricevere particolari cure, diagnosi oppure per realizzare la riabilitazione in seguito ad alcune malattie. Il soggiorno è gratuito per tutti i cittadini, sia italiani che stranieri, che sono iscritti al Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Coloro che non sono iscritti hanno diritto a un’assistenza limitata alle prestazioni essenziali e più urgenti.

Sono molte le domande intorno al ricovero ospedaliero: come funziona? Cosa bisogna portare nella struttura? Quanti giorni dura e come compilare il modulo di richiesta? Ma, soprattutto, come comportarsi con l’INPS e quanto incide il ricovero ospedaliero sulla busta paga? Proviamo a rispondere a questi quesiti.

Ricovero ospedaliero: come funziona e come richiederlo

Il ricovero ospedaliero si può effettuare per vari motivi. Solitamente viene richiesto per interventi chirurgici oppure per realizzare degli esami diagnostici approfonditi che possano richiedere di rimanere sotto osservazione per alcuni giorni. Può avvenire in modo urgente, tramite il Pronto Soccorso, in seguito a una chiamata alla guardia medica oppure in base a una scelta programmata, in quest’ultimo caso si parla di ricovero ordinario.

Anche se il medico ricopre un ruolo fondamentale, l’ultima parola spetta in ogni caso al paziente, che deve, per legge, ricevere sempre un’informazione adeguata ed essere in grado di prendere delle decisioni in modo consapevole. A questo proposito si parla nello specifico di consenso informato.

Anche la scelta della struttura in cui effettuare il ricovero ospedaliero spetta al paziente. Terminato il periodo di degenza presso l’ospedale, il medico del reparto stabilisce la data di dimissioni e la comunica il giorno precedente, tranne in casi di urgenza. L’orario in cui è possibile lasciare la struttura viene concordato attraverso il coordinatore infermieristico del singolo reparto. Nel momento delle dimissioni bisogna richiedere la restituzione di tutta la propria documentazione personale che è stata consegnata prima del ricovero. In seguito, il ritorno al domicilio è sempre a carico del paziente, mentre se viene effettuato un trasferimento in un altro ospedale, ad occuparsi delle spese sarà l’Azienda Ospedaliera.

In presenza di particolari malattie, si può richiedere l’assistenza domiciliare oppure la sistemazione in altre strutture per ricevere cure intermedie. In entrambi i casi è essenziale concordare le prestazioni con l’Asl del comune di residenza.

Ricovero ospedaliero: le tipologie

Esistono varie tipologie di ricovero ospedaliero, che variano in base al tipo di esame o intervento da effettuare presso la struttura o al periodo di degenza.

Ricovero ordinario

Si tratta del tipo di ricovero ospedaliero più comune e solitamente viene programmato con largo anticipo dal medico di base o da uno specialista. Vengono effettuate prestazioni che non hanno un carattere di urgenza e possono riguardare esami o un percorso di riabilitazione dopo interventi al ginocchio o post frattura femorale nel caso degli anziani.

Ricovero d’urgenza

Al termine di una visita nel pronto soccorso per via di un incidente o di un malore, il medico può decidere di trattenere il paziente per effettuare ulteriori controlli, stabilendo un periodo di osservazione oppure per disporre degli interventi clinici d’urgenza.

Ricovero in day hospital

Moltissimi pazienti optano per la formula del day hospital. Si tratta di un ricovero ospedaliero che dura mezza giornata e prevede l’ingresso nella struttura la mattina e le dimissioni nel pomeriggio.

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