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Chi paga la retta della casa di riposo per anziani?

Chi paga la retta della casa di riposo se il paziente non può permettersela? Sono previsti aiuti dai Comuni? Scopri obblighi e agevolazioni per gli eredi

Case di riposo

Quando si tratta dei nostri cari, questa è una domanda che non vorremmo mai porci. Le contingenze della vita reale però bussano alla porta, e la questione economica è sempre fondamentale, anche se le soluzioni non sono sempre chiare. Su PG Magazine proveremo a dare una risposta concreta che possa aiutare a capire chi paga il ricovero in Rsa. C’è comunque una premessa da fare: nel caso in cui gli eredi abbiano disponibilità economica per poter assistere il proprio parente – e quindi pagare la retta per la casa di riposo – sono i figli a dover pagare. Nel caso in cui non ci fosse disponibilità economica i figli potranno usufruire di contribuzioni statali e comunali per avere la migliore assistenza, è quindi necessario presentare una certificazione Isee rilasciata dal Caf.

La divisione delle spese

Prima di definire meglio chi paga cosa, bisogna sapere che la retta della casa di riposo deve essere divisa in spese sanitarie che incidono per circa il 50% del totale e la quota sociale o alberghiera che è il restante 50%.

  • Spese sanitarie: si tratta di tutto ciò che riguarda farmaci e prestazioni mediche. Questa parte di costi viene assolta dal Servizio Sanitario Nazionale, tramite le Asl di appartenenza, che corrispondono alla cosiddetta quota sanitaria
  • Quota sociale o alberghiera: copre tutte le esigenze quotidiane del paziente, come vitto, alloggio, pulizia dei locali e i servizi offerti dalla casa di riposo. Il pagamento di questa parte della retta spetta ai figli, ma è prevista un’integrazione da parte del comune se l’assistito si dovesse trovare in condizioni economiche svantaggiate.

Un discorso a parte è da fare per grave disabilità conseguente a patologie cronico-degenerative, per cui esistono Rsa specifiche per far fronte alla condizione del paziente. In questo caso scompare la distinzione tra spese sanitarie e quota sociale perché sono richieste prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione, difficilmente si riuscirebbe quindi a distinguere le competenze di una o dell’altra.

Promesse di pagamento

Sembra sia una pratica piuttosto comune che ai familiari venga richiesto di sottoscrivere delle impegnative di pagamento per la retta della RSA (Residenza sanitaria assistenziale). La paura di perdere il posto, le lunghe liste d’attesa e la situazione di disagio che si ha soprattutto quando il paziente è invalido, portano i familiari a sottoscrivere tutto senza battere ciglio, quindi i figli si trovano gravati dal pagamento della casa di riposo dei genitori.

Da una parte questo è vero: l’art. 433 del codice civile “degli alimenti” indica i gradi di parentela obbligati a riconoscere gli alimenti, come figli siamo quindi obbligati per legge a sostenere economicamente i genitori. Il problema è che – sempre per la medesima legge – solo chi versa in stato di bisogno, quindi il genitore anziano, può richiedere gli alimenti: nessun soggetto terzo, come una casa di riposo o Rsa può imporre impegni di pagamento.  Se i figli, quindi, non pagano la retta della casa di riposo non possono essere obbligati a pagare le spese. A questo punto bisognerà guardare la capacità economica dell’anziano se può sostenerle o meno: in caso di indigenza ci saranno integrazioni da parte del comune e del Sistema Sanitario Nazionale per sostenere le spese del ricovero in Rsa.

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