1. Home
  2. Salute
  3. Dove mi curo

Anemia: quali cibi sono più idonei?

Quali sono i sintomi e le cause dell'anemia? Bisogna rivolgersi ad un medico per evitare di sbilanciare l’equilibrio corporeo con diete dimagranti aggressive

Dove mi curo

Si parla di anemia quando si presenta una riduzione dell’emoglobina nel sangue, questa è strettamente correlata ai globuli rossi, che costituiscono l’ematocrito, che potrebbe subire un cambiamento. In caso di anemia i sintomi che si presentano sono il pallore, la tachicardia, lo svenimento, la nausea, una diminuzione della capacità di concentrarsi e un calo della memoria.

Da cosa potrebbe essere causata?

Come ogni malattia, ogni caso è differente, in genere le varie forme di anemia dipendono maggiormente dal tipo di dieta. Dunque si possono distinguere le seguenti tipologie:

  • Sideropenica, che evidenzia una carenza di ferro.
  • Perniciosa, che evidenzia una carenza di cobalamina, ovvero la vitamina B12, oppure una carenza di acido folico.

Un esempio molto frequente di anemia è causato delle perdite mestruali, infatti i suoi sintomi si manifestano maggiormente nelle donne fertili e meno in quelle in pre-pubertà oppure in menopausa, stesso discorso vale per gli uomini, anche se meno soggetti. L’anemia può essere causata anche da regimi alimentari non idonei, che possono prevedere attività fisica estrema.

Quali sono i sintomi più diffusi?

Innanzitutto è giusto dire che in caso di anemia è necessario contattare un medico, che provvederà ad analizzare in maniera appropriata tutta la situazione. Dunque i motivi possono essere tanti, abbiamo già visto che possono essere scaturiti da perdite mestruali o dieta inappropriata, ancora, si cela in caso di gravidanze. Uno dei sintomi che possono predire l’anemia è la perdita ematica gastro-intestinale e quando si verifica tale situazione è opportuno rivolgersi a un nutrizionista che possa verificare l’equilibrio nutrizionale e corporeo. Infatti, per una dieta equilibrata è importante valutare il giusto apporto di ferro “emico”, ovvero quello biodisponibile, e che può essere utilizzato dall’organismo. Di contro, il ferro non-emico è quello che viene assorbito poco o niente. Per un giusto equilibrio nutrizionale è opportuno apportare vitamina C, utile a convertire il ferro per incrementarne la sua biodisponibilità e quindi la possibilità di essere assorbito. Un volta corretto lo schema nutrizionale l’anemia potrebbe non guarire, quindi quali potrebbero essere le altre probabili cause? Ecco una breve lista:

  • talassemia, una forma ereditaria di disordine della sintesi dell’emoglobina;
  • patologie ereditarie;
  • insufficienza epatica o renale;
  • insufficienza gastrica, dove per esempio, la carenza di acido cloridrico non favorisce l’assorbimento a livello intestinale del ferro, la celiachia potrebbe essere una patologia che compromette l’assorbimento del ferro;
  • Infiammazione dell’intestino, sono i casi del Morbo di Crohn, della Retto-Colite Ulcerosa.

Cosa mangiare in caso di anemia?

Come abbiamo già detto è essenziale rivolgersi a un medico per evitare di sbilanciare l’equilibrio corporeo ed evitare diete ipocaloriche dimagranti aggressive. Sicuramente è sconsigliabile l’utilizzo di alcol e per favorire l’apporto di ferro è importante mangiare carne, e soprattutto pesce. Per favorire l’assimilazione del ferro è importante apportare vitamina C, assumendo frutta come: limone, pompelmo, arancia, kiwi, fragole, ma anche ortaggi: peperone, spinaci, pomodori, patate. Attenzione però la vitamina C è una molecola termolabile, quindi si degrada con la cottura, dunque è consigliabile l’utilizzo di cibi crudi.

Potrebbero interessarti anche