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Analisi del sangue: quando vanno fatte e come interpretarle

La analisi del sangue sono un ottimo strumento diagnostico per prevnire numerose patologie: ecco quando farle e come leggerne i risultati.

Dove mi curo

Le analisi del sangue sono un metodo molto efficace per la prevenzione delle patologie. Soprattutto quando si inizia ad avere una certa età, è opportuno tenersi sotto controllo e sottoporsi periodicamente agli esami del sangue.
Tutti noi tendiamo ad essere un po’ restii: non è sempre piacevole farsi infilare un ago nel braccio. Eppure, è un sistema in grado di controllare eventuali anomalie o carenze nel nostro corpo, o al contrario un surplus come nel caso della ferritina alta, e di indicare la presenza di patologie altrimenti non facilmente individuabili.
Se vi state chiedendo quali analisi del sangue fare e con quale frequenza, sappiate che non c’è una regola fissa: molto dipende dall’età, dal tipo di attività svolta e dalle condizioni generali di salute.

Che cosa sono le analisi del sangue

Le analisi del sangue sono un vero e proprio strumento diagnostico. Viene prelevato un campione di sangue e vengono misurati i livelli delle sostanze presenti nel sangue.
Esistono dei parametri che indicano il range all’interno dei quali i valori del sangue sono considerati nella normalità. Un discostamento dai parametri può essere indice di determinate patologie.
Proprio per questo, in fase diagnostica, gli esami del sangue sono strategici per indirizzare la ricerca verso le possibili patologie, escludendone invece altre.

Esami del sangue: quali fare e quando

In linea di massima gli esami del sangue andrebbero fatti con una certa regolarità. Per esempio, una persona giovane e in salute dovrebbe farli almeno una volta ogni due-tre anni, ma nel caso in cui svolgesse parecchia attività fisica, come il nuoto o la corsa, sarebbe opportuno farli tutti gli anni.
Ovviamente nel caso di patologie o in situazioni particolari sarà il medico stesso a consigliare ogni quanto fare gli esami del sangue.
Se vi state chiedendo quali analisi del sangue fare per un controllo generico, sappiate che anche gli esami di routine variano a seconda delle condizioni generale e dell’anamnesi del paziente. Tuttavia, si possono individuare alcune analisi che vengono prescritte in una prima fase diagnostica e che possono poi essere seguiti da altri in casi particolari.

Gli esami del sangue completi cosa comprendono?

Anche se non si tratta di una lista esaustiva, può essere considerata un buon inizio per uno screening adeguato. Gli esami del sangue completi comprendono:

  • Emocromo: con questo esame vengono analizzati e contati i tre elementi cellulari che compongono il sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine).
  • Colesterolo HDL – colesterolo LHL – Colesterolo totale: attraverso questa analisi viene verificata la funzionalità del sistema metabolico e il rapporto tra colesterolo buono e colesterolo cattivo.
  • Trigliceridi: indicano la quantità di grassi presenti nell’organismo e la capacità del corpo di metabolizzarli.
  • Transaminasi GOT – transaminasi GPT: sono le analisi che in un primo livello diagnostico si utilizzano per valutare la funzionalità epatica, individuando eventuali patologie del fegato, e cardiaca.
  • Creatinina: questa analisi viene utilizzata per valutare la funzionalità renale.
  • Azotemia: calcola la quantità di azoto non proteico che si trova nel sangue. Come la creatinina, è un indice della funzionalità renale
  • Glicemia: indica la quantità di glucosio presente nel sangue e serve per valutare la funzionalità del sistema endocrino. Esame di particolare importanza per chi soffre di diabete.
  • Proteinina: con questo esame viene analizzata la quantità totale delle proteine e delle singole proteine, tra cui albumina, glubuline etc., che indicano la capacità di sintesi proteica del fegato.
  • V.E.S (velocità di sedimentazione dei globuli rossi): se il valore supera un certo limite potrebbe indicare uno stato infiammatorio
  • Esame urine: si tratta di un esame che fornisce un quadro generale dello stato di salute dell’organismo e dell’apparato urinario.

A queste si possono aggiungere anche le analisi per la tiroide, che è possibile fare durante lo stesso prelievo.

Come leggere le analisi del sangue

Da un punto di vista puramente pratico, leggere le analisi del sangue non è affatto difficile.
Di fianco ai valori riscontrati, vengono indicati i valori entro i quali si è nella normalità. Se, invece, i valori escono da questo range, perché troppo alti o perché troppo bassi, vengono indicati con H (high, alto) o L (low, basso).
Nel caso in cui ci siano dei valori contrassegnati con queste sigle è molto importante recarsi dal medico che ci ha prescritto le analisi perché valuti le possibili cause. Infatti, la vera difficoltà nella lettura delle analisi consiste nell’interpretazione e nella successiva diagnosi. Cosa che, ovviamente, può fare solo un medico.
Anche nel momento in cui non riscontrassimo anomalie, è comunque importante sottoporre gli esiti al medico curante, così che possa registrare i risultati e a confrontarli con i precedenti, in modo da avere sempre uno storico di riferimento.

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