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Acuta, nervosa o cronica: tutti i rimedi per la gastrite

La gastrite è un'infiammazione della mucosa gastrica associata a diversi disturbi. Scopri come va curata e quali cibi consumare per prevenirla

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Bruciore di stomaco, crampi e anche una fastidiosa sensazione di nausea: sono solo alcuni dei sintomi associati alla gastrite. Questo disturbo, che interessa la mucosa gastrica delle pareti dello stomaco e in molti casi provoca reflusso gastroesofageo, è molto diffuso, e può accompagnarci per un periodo più o meno prolungato a seconda di quelle che ne siano le cause scatenanti.

Se anche tu soffri di questa patologia e stai cercando una soluzione al problema, sei nel posto giusto: scopriamo insieme come cos’è, come si previene e quali sono i rimedi per la gastrite.

Gastrite: tipologie e sintomi

La gastrite è un’infiammazione della mucosa gastrica che riveste le pareti dello stomaco, e può essere di due tipi: acuta o cronica. La gastrite acuta tende a risolversi in un lasso di tempo breve, ed è solitamente collegata a un’indigestione o all’assunzione di cibi particolarmente nocivi per lo stomaco. La gastrite cronica si protrae invece nel tempo ed è riconducibile a infezioni sostenute da un batterio che infesta lo stomaco, l’Helicobacter pylori, allo stress, o all’assunzione di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS).

I sintomi caratteristici della gastrite comprendono bruciore di stomaco, dolore e crampi, inappetenza, sensazione di sazietà precoce, dispepsia, nausea e, in alcuni casi, vomito. Tuttavia, è anche possibile che l’infiammazione della mucosa dello stomaco non dia segni di sé, o sia avvertita solo in modo vago o indefinito: quando ciò accade, la situazione non è meno seria, ma potrebbe addirittura comportare rischi maggiori, in quanto senza segnali d’allarme può evolvere in modo del tutto indisturbato.

Per evitare problemi è quindi bene non sottovalutare nessun disturbo digestivo che tenda a perdurare nel tempo, sottoponendosi, quando necessario, ad alcuni esami che possano accertare la presenza di una gastrite o effettuare anche esami specifici per la celiachia. Nello specifico possono aiutare una diagnosi alcuni esami del sangue, il test per l’Helicobacter pylori, la gastroscopia o l’endoscopia, e, in seconda battuta, l’ecografia addominale.

Come curare la gastrite

La cura farmacologica della gastrite dipende chiaramente dalla causa che l’ha scatenata, e per individuare il trattamento più adatto è necessario consultare un medico. In linea di massima, per attenuare i fastidi della gastrite occasionale causata dall’ingestione di cibi mal tollerati si possono assumere farmaci antiacidi e procinetici che attenuano l’acidità di stomaco.

Se invece all’origine della gastrite ci sono problematiche ben precise, le terapie variano da caso a caso. In caso d’ infezione da Helicobacter pylori è necessaria una terapia con antibiotici per circa 7-14 giorni. In caso di MRGE o ulcera, invece, sarà indispensabile ricorrere a una terapia con antisecretori, che andranno assunti per almeno 4-8 settimane.

Quando non è associata a malattie specifiche, i rimedi per la gastrite più efficaci sono legati all’alimentazione: è fondamentale seguire una dieta sana ed equilibrata, evitando alcuni alimenti che potrebbero peggiorarla. Nello specifico sono sconsigliati cibi speziati, alcune verdure particolarmente pesanti da digerire (cavoli, verze, crauti, rapanelli, cipolle, aglio, peperoni, cetrioli, pomodori), alimenti molto salati, fritti, e cibi ricchi di grassi, soprattutto se di origine animale.

Allo stesso modo, anche alcune bevande possono rivelarsi molto dannose per la mucosa dello stomaco, su tutte il caffè espresso, gli energy drink, le bevande alcoliche e gassate. Non ringrazierà solo il vostro stomaco, ma anche la vostra linea.

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