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Vino barricato: cos'è?

Il vino barricato italiano è senz'alto un prodotto di grande prestigio, ma di cosa si tratta? In questo articolo vi daremo tutte le informazioni a riguardo

Enoteche e vini

Dei gusti non si discute, ma il vino barricato ha fama di essere pregiato. Di cosa si tratta e in cosa consiste la sua particolarità? Per comprenderlo bisogna prima di tutto risalire al particolare contenitore dentro cui esso si lascia invecchiare, ovvero la barrique, un tipo di botte di origine francese dalle dimensioni che permettono al vino di acquisire note e aromi peculiari e aumentare così la propria ricercatezza.

Il segreto della barrique

L’uso della barrique deriva da una tradizione francese, così come francese è spesso il legno utilizzato per la produzione di questo tipo di botte. Dalla materia prima – di solito rovere – vengono ricavate le doghe utilizzando la tecnica della spaccatura del tronco seguendo la fibra del legno. La caratteristica che maggiormente distingue la barrique, ad ogni modo, è la capacità: ciascuna di queste botti può contenere 225 litri. Proprio questo è un elemento fondamentale, perché la dimensione permette al vino un’ossigenazione tale da fargli assumere aroma e gusto più pregiati. Una fase tra le più delicate della fabbricazione delle botti barriques è la tostatura, ovvero il processo a cui vengono sottoposte le doghe di legno prima di essere assemblate per formare il prodotto finale. Il legno viene esposto al calore, in modo che diventi docile e flessibile.

Durante questo stadio, inoltre, si sviluppano gli aromi che saranno trasmessi al vino durante il periodo di invecchiamento in barrique. A seconda della temperatura raggiunta e della durata dell’esposizione si ottengono note differenti, che vanno dalle più dolci alle più secche mano a mano che cresce l’intensità del calore. Se a fronte di una tostatura leggera, infatti, il vino barricato avrà odori fruttati e di chiodi di garofano, con l’aumentare del grado di tostatura si possono generare note vanigliate e di noce di cocco, fino ad arrivare a sentori di affumicato.

Non solo vino rosso

Capita di frequente di imbattersi in vini rossi barricati, che per la loro corposità ben si prestano a questo tipo di affinamento, da cui riescono a trarre vantaggio in termini di preziosità al palato. L’invecchiamento in barrique, tuttavia, è un processo che si adatta – seppur in maniera minore – anche ai vini bianchi. Non tutte le produzioni da bacca bianca presentano caratteristiche tali da trarre benefici dall’invecchiamento in barriques. Lo stesso procedimento, per altro, quando applicato ai vini bianchi richiede alcune accortezze specifiche che consentono realmente di esaltare le caratteristiche del prodotto. In questo senso i bianchi più adatti sono quelli più corposi, che vedranno esaltate le proprie caratteristiche olfattive, oltre che il loro colore, da un periodo di affinamento nel rovere.
Ad essere barricati, infine, possono essere anche grappe e distillati, che dalla conservazione nelle piccole botti ottengono particolari aromatizzazioni.

Vino barricato italiano

Per quanto il procedimento dell’affinamento in barriques sia strettamente legato alla Francia, il territorio italiano ha saputo presentare nel corso degli anni numerosi esempi positivi, portando all’eccellenza altrettanti vini, tra i quali si possono ricordare il Raboso, tra i rossi, e lo Stajnbech, tra i bianchi.

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