sigari famosi: quando fumare è una questione di stile

sigari cubani

La storia del sigaro


Realizzato a partire da foglie di tabacco lasciate ad asciugare all’aria e fermentate in appositi locali, il sigaro si compone di tre parti ognuna delle quali richiede una particolare lavorazione. Il clima ideale per questa pianta è quello delle zone caraibiche a ridosso del tropico del cancro tra le quali primeggia sicuramente Cuba (soprattutto nella zona di Vuelta Abajo).
In Europa, il tabacco sembrerebbe arrivare grazie a Rodrigo de Jerez - uno dei marinai salpati con Colombo - con grande costernazione dell’inquisizione che lo fa arrestare per la sua abitudine peccaminosa, ma conquistando in pochi anni la popolazione.
Non è un caso, perciò, che almeno inizialmente il centro nevralgico per l’importazione del tabacco fosse la Spagna e, in particolare Siviglia , tanto che proprio qui Bizet ambienta la Carmen, con una protagonista sigaraia di professione.

I sigari cubani: il sapore della tradizione


Entrati nell’immaginario collettivo grazie alle fotografie di Fidel Castro e Che Guvara, fumati da Ernest Hemingway e da Winston Churchill, i sigari cubani sono conosciuti anche semplicemente con il nome di Avana. La parte interna si chiama tripa ed è formata dalle foglie a cui è stata tolta la costola centrale e provengono in maniera esclusiva dalla coltivazione del tabacco di varietà criollo. Al termine della fermentazione, queste foglie vengono avvolte in una sorta di strato intermedio chiamato capote in modo da conferire al sigaro la sua forma finale e al quale si aggiungerà un ultimo strato dall’aspetto lucido fissato con una goccia di resina vegetale priva di sapore.
Tra i marchi storici di sigari cubani troviamo Cohiba, Hoyo de Monterrey, H. Upmann, Partagàs, Romeo y Julieta e Punch ognuno dei quali produce varietà di dimensioni diverse (si chiamano vitolas e potete trovare alcune informazioni per iniziare a distinguerle in questa pagina).
In Italia esistono oltre 140 tabaccherie specializzate in sigari Avana che a Torino come a Roma o a Catania sono il luogo ideale in cui trovare anche accessori come quelli necessari per il taglio (scoprite qui i vari tipi disponibili)

I sigari toscani, qualità italiana


Il sigaro toscano viene prodotto in Italia non solo nella zona di Lucca, ma anche a Cava de’Tirreni in Campania dove cresce una varietà leggermente più dolce e chiamata Garibaldi in onore dell’eroe dei due mondi e grande consumatore di sigari. Proprio il 2015 è l'occasione per festeggiare il bicentenario del sigaro toscano nato - si racconta - a causa di un improvviso temporale estivo che aveva bagnato una partita di tabacco steso ad essiccare.
Invece di buttare le foglie, si decise di utilizzarle per la produzione di sigari economici che piacquero così tanto da entrare tre anni dopo in produzione. Utilizzato non solo da Garibaldi, Ungaretti e Soldati, ma anche Clint Eastwood negli spaghetti western di Sergio Leone e persino da Don Camillo e Peppone (Guareschi era un grande estimatore), questo prodotto sta conoscendo un successo sempre maggiore in tutto il mondo.

Per conservare i sigari, nelle tabaccherie più fornite da Milano a Palermo è possibile trovare non solo le classiche scatole portasigari, ma anche quelle provviste di humidor, ovvero di un umidificatore che impedisce alle foglie di tabacco di diventare eccessivamente secche, compromettendo il gusto del sigaro.

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