Pioveva a dirotto quella mattina del 1° marzo 1962 e il primo lavoro, per la neonata carrozzeria Miatello, fu andare a recuperare un mezzo che, per il terreno fradicio, era andato ad incastrarsi tra ciglio e fossato. Il pensiero mio e di mio padre - racconta a 40 anni di distanza Raimondo Miatello, fratello maggiore di Carlo - fu che le cose avrebbero dovuto andar bene per forza: peggio di così non avremmo potuto cominciare. In effetti non si trattava di un avvio vero e proprio, ma di una sorta...
Pioveva a dirotto quella mattina del 1° marzo 1962 e il primo lavoro, per la neonata carrozzeria Miatello, fu andare a recuperare un mezzo che, per il terreno fradicio, era andato ad incastrarsi tra ciglio e fossato. Il pensiero mio e di mio padre - racconta a 40 anni di distanza Raimondo Miatello, fratello maggiore di Carlo - fu che le cose avrebbero dovuto andar bene per forza: peggio di così non avremmo potuto cominciare. In effetti non si trattava di un avvio vero e proprio, ma di una sorta di ripartenza. Il padre Cornelio, infatti, di strada ne aveva già compiuta parecchia soprattutto in quella degli allestimenti per i mezzi pesanti, oggi vero fiore all'occhiello dei Miatello. Sul finire degli anni '50, Carlo viene mandato ad imparare l'arte del battilamiera. Con l'entrata di Carlo nell'azienda i Miatello cominciano a bruciare le tappe. Crescono e i loro allestimenti sono tra i più apprezzati, oggi rappresentati dalla terza generazione con Paolo e Matteo.
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