Nel 1920 a Napoli, capitale indiscussa dell'eleganza e dell'alta sartorialità, don Eugenio Calabrese, un nobil uomo cultore del ben vestire, usava scegliere personalmente ogni cravatta, secondo il suo umore ed il proprio stato d'animo della giornata. Per don Eugenio la cravatta era il capo più elegante, tant'è che ne vantava una raccolta di ben 200, provenienti dalle più alte sartorie napoletane. Ma la creatività nell'immaginare tessuti particolari, unita ad una vena di imprenditorialità lo por...
Nel 1920 a Napoli, capitale indiscussa dell'eleganza e dell'alta sartorialità, don Eugenio Calabrese, un nobil uomo cultore del ben vestire, usava scegliere personalmente ogni cravatta, secondo il suo umore ed il proprio stato d'animo della giornata. Per don Eugenio la cravatta era il capo più elegante, tant'è che ne vantava una raccolta di ben 200, provenienti dalle più alte sartorie napoletane. Ma la creatività nell'immaginare tessuti particolari, unita ad una vena di imprenditorialità lo portò ad aprire un laboratorio artigiano nel quale si realizzavano le più particolari cravatte: sette pieghe, sfoderate, spieghettate, aerografate. Fu poi con il figlio, il cav. Francesco, che la cravatta calabrese cominciò ad essere distribuita nelle migliori sartorie e boutique di tutto il mondo. Con lo stesso impegno e qualità, realizziamo oggi anche borsoni da viaggio, pelletteria ed accessori.
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