Carlo Alberto chiedeva ogni mattina che cosa si era detto tra le sue mura. Lo frequentarono Cavour, Rattazzi, D'Azeglio. Che cosa è cambiato nel glorioso caffè con più di duecento anni di grande tradizione dietro al bancone? Quasi nulla, perché il velo del tempo non ha spento un solo guizzo di quel Fiorio che a Torino, da decenni, è simbolo di gelato e di zabaioni senza rivali. E anche oggi, come sempre, davanti a un "gianduiotto con crema e panna", o un classico gelato al torroncino e nocciola...
Carlo Alberto chiedeva ogni mattina che cosa si era detto tra le sue mura. Lo frequentarono Cavour, Rattazzi, D'Azeglio. Che cosa è cambiato nel glorioso caffè con più di duecento anni di grande tradizione dietro al bancone? Quasi nulla, perché il velo del tempo non ha spento un solo guizzo di quel Fiorio che a Torino, da decenni, è simbolo di gelato e di zabaioni senza rivali. E anche oggi, come sempre, davanti a un "gianduiotto con crema e panna", o un classico gelato al torroncino e nocciola, o ai "pezzi duri" o ai sorbetti alla frutta, in mezzo alla gente, s'incontra sempre qualcuno che ha fatto, sta facendo o farà qualcosa d'Italia.
leggi tutto
riduci
È utile?
commento utile 0 commento non utile 0