DANIELE BONACCHI E LA STORIA DELLA SUA ORDITURA DI NOME ELISA

Siamo una piccola industria artigiana, quel che conta è la componente umana per ottenere prodotti di qualità.

MONTEMURLO (PO)
Via Dell’Industria, 33/A
Tel. 0574 662368 Fax 0574 669428

www.ordituraelisa.it | ordituraelisa@tin.it

DANIELE BONACCHI E LA STORIA DELLA SUA ORDITURA DI NOME ELISA
Siamo una piccola industria artigiana, quel che conta è la componente umana per ottenere prodotti di qualità.

MONTEMURLO (PO)
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Orditura: la prima volta che senti nominare la parola ti domandi che cosa si faccia in un’Orditura. «In effetti non è semplice, è una fase della lavorazione dei tessuti che comprende molti fili e macchinari» spiega Daniele Bonacchi, 51 anni, di cui 37 passati in un’Orditura. «Mia mamma è arrivata dalla Sicilia da bambina. Una volta sposata, negli anni Sessanta, il nonno le regalò una macchina. Ho iniziato con lei» racconta. «Quando ho aperto l’azienda, nel 1987, avevo solo una macchina ed era vecchissima» ricorda con soddisfazione. Trent’anni dopo di macchine ne ha cinque. «E dodici dipendenti che sono la parte fondamentale dell’azienda. Se siamo arrivati fin qui è anche merito loro e sono il vero tesoro della nostra grande famiglia». E nel sentire queste parole, si avverte davvero tutto l’orgoglio del padre di famiglia. «Il nostro è un mestiere difficile: non si impara dalla sera alla mattina, ma servono anni e anni di esperienza. Alcune operaie, come Debora, sono con me da 30 anni, fin dall’inizio. Altre da dieci, altre da sette».

Daniele ha imparato il mestiere da piccolo guardando la madre e la zia, e si è messo in gioco una volta tornato dal servizio militare. «Sono partito praticamente da zero. All’inizio eravamo solo io, mia madre e un’operaia e adesso siamo qui a Montemurlo, cuore di quel che rimane della tessitura pratese». Un tempo in questa zona le orditure erano tantissime. «Oggi siamo meno di un terzo. Prima in ogni casa c’era un telaio e tutti lavoravano: eravamo parte di un grande sistema» racconta quasi con nostalgia. «Il distretto risente della concorrenza dei Paesi Emergenti e si lavora con meno continuità e più picchi». Però i committenti sono ancora quasi tutti sul territorio pratese. «Al massimo qualcuno a Biella, l’altro polo italiano del tessile». Daniele si sente ancora fieramente un artigiano pratese. «Siamo una piccola industria artigiana, quel che conta è la componente umana, ma utilizziamo macchinari moderni per ottenere prodotti di qualità».

Daniele in azienda fa tutto. «Faccio tutto senza problemi, ma muovere i fili, annodare, far disegni: per queste cose serve più garbo, via». Sarà per questo che la sua azienda ha un nome di donna? «Quando dovevo scegliere mi sono detto: Orditura Bonacchi Daniele? No, era scontato. All’epoca c’era questa mia cugina piccola e ho scelto di darle il suo nome: Orditura Elisa. Ha portato fortuna».

Orditura: la prima volta che senti nominare la parola ti domandi che cosa si faccia in un’Orditura. «In effetti non è semplice, è una fase della lavorazione dei tessuti che comprende molti fili e macchinari» spiega Daniele Bonacchi, 51 anni, di cui 37 passati in un’Orditura. «Mia mamma è arrivata dalla Sicilia da bambina. Una volta sposata, negli anni Sessanta, il nonno le regalò una macchina. Ho iniziato con lei» racconta. «Quando ho aperto l’azienda, nel 1987, avevo solo una macchina ed era vecchissima» ricorda con soddisfazione. Trent’anni dopo di macchine ne ha cinque. «E dodici dipendenti che sono la parte fondamentale dell’azienda. Se siamo arrivati fin qui è anche merito loro e sono il vero tesoro della nostra grande famiglia». E nel sentire queste parole, si avverte davvero tutto l’orgoglio del padre di famiglia. «Il nostro è un mestiere difficile: non si impara dalla sera alla mattina, ma servono anni e anni di esperienza. Alcune operaie, come Debora, sono con me da 30 anni, fin dall’inizio. Altre da dieci, altre da sette».

Daniele ha imparato il mestiere da piccolo guardando la madre e la zia, e si è messo in gioco una volta tornato dal servizio militare. «Sono partito praticamente da zero. All’inizio eravamo solo io, mia madre e un’operaia e adesso siamo qui a Montemurlo, cuore di quel che rimane della tessitura pratese». Un tempo in questa zona le orditure erano tantissime. «Oggi siamo meno di un terzo. Prima in ogni casa c’era un telaio e tutti lavoravano: eravamo parte di un grande sistema» racconta quasi con nostalgia. «Il distretto risente della concorrenza dei Paesi Emergenti e si lavora con meno continuità e più picchi». Però i committenti sono ancora quasi tutti sul territorio pratese. «Al massimo qualcuno a Biella, l’altro polo italiano del tessile». Daniele si sente ancora fieramente un artigiano pratese. «Siamo una piccola industria artigiana, quel che conta è la componente umana, ma utilizziamo macchinari moderni per ottenere prodotti di qualità».

Daniele in azienda fa tutto. «Faccio tutto senza problemi, ma muovere i fili, annodare, far disegni: per queste cose serve più garbo, via». Sarà per questo che la sua azienda ha un nome di donna? «Quando dovevo scegliere mi sono detto: Orditura Bonacchi Daniele? No, era scontato. All’epoca c’era questa mia cugina piccola e ho scelto di darle il suo nome: Orditura Elisa. Ha portato fortuna».

  

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