LA FABBRICA DI BOCCONOTTO:
UNA DOLCE TRADIZIONE

CASTEL FRENTANO (CH)
Via Fonte Barile, 44
Tel. +39 0872 569142

www.lafabbricadibocconotto.it | info@lafabbricadibocconotto.it

LA FABBRICA DI BOCCONOTTO:
UNA DOLCE TRADIZIONE

CASTEL FRENTANO (CH)
Via Fonte Barile, 44
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info@lafabbricadibocconotto.it

La nascita del bocconotto castellino avviene nelle case delle famiglie benestanti del paese a cavallo tra la prima e la seconda metà del XIX secolo, le uniche che potevano permettersi l’uso del cioccolato fondente e delle mandorle, alimenti che allora più che oggi, avevano un costo elevato. Sono state le aiutanti nelle cucine di quelle famiglie a carpire i segreti del dolce e a tramandarne la ricetta gelosamente da madre in figlia.

«Il segreto», racconta Rosetta, mastra pasticciera e fondatrice della Fabbrica di Bocconotto insieme al figlio Nicolò che ha pensato di conservare la tradizione nell’innovazione «sta nella preparazione con prodotti di altissima qualità e nel tempo da dedicare alla preparazione perché questo dolce ha bisogno di passione e tempo».

Fin da bambina Rosetta amava stare con le mani in pasta e osservare sua mamma e sua nonna in cucina dandosi a sua volta da fare. «Intorno ai 17 anni ho cominciato a prepararli per le famiglie della zona, per i matrimoni, poi per le pasticcerie e i forni locali. Dopo un’esperienza da dipendente ho deciso, un anno e mezzo fa, che era ora di aprire la mia “Fabbrica”» spiega.

Con l’aiuto dei tre figli, una in cucina, una in cassa e uno al marketing, la “Fabbrica” è diventata un punto di riferimento per chi vuole assaggiare il bocconotto castellino nella sua forma più autentica e legata alla tradizione.

«Usiamo olio extravergine di oliva, creme fresche fatte da me e uova fresche di galline allevate a terra, solo il rosso naturalmente, mandorle scelte, cioccolato finissimo. Sono convinta che la cura dei particolari sia fondamentale, è quella che fa la differenza. Ci vuole tanto amore, certo anche la forza per impastare e lavorare tanto, ma se non ci metti il cuore si sente» spiega Rosetta.

Ed è per questo che pur avendo cambiato spesso pasticceria o forno dove lavorava i clienti più affezionati la seguivano, consapevoli di non poter trovare altrove quello specifico sapore e gusto.

«La soddisfazione più grande è quando un cliente mangia qui in negozio un nostro bocconotto. Glielo leggo negli occhi che gli sta piacendo ed è un momento bellissimo per me».

Rosetta è fedele alla tradizione, ma sa anche guardare oltre. «Pur avendo come perno centrale, il bocconotto castellino, sperimentiamo continuamente nuovi prodotti come i bocconotti salati perché se quelli dolci al cioccolato, alla mandorla o alla crema sono il nostro marchio di fabbrica, quelli ripieni di verdure, ricotta o zucca lo diventeranno».

«Abbiamo anche quelli senza glutine e stiamo provando la formula perfetta per quelli vegani», continua l’inarrestabile Rosetta. L’unico rammarico è che i bocconotti castellini non siano un dolce noto fuori dalla zona d’origine, ma anche su questo la famiglia della “Fabbrica” sta lavorando. «A Milano c’è il panettone, in Toscana i cantucci, a Napoli il babà, possibile che il nostro dolce non riesca a superare i confini locali? Per noi merita di più, quindi recentemente siamo andati ad alcune fiere, a Napoli e in Toscana, per far scoprire questa nostra specialità e le reazioni sono state tutte molto positive. L’importante è che il bocconotto mantenga la sua artigianalità e il suo sapore originale», conclude Rosetta prima di tornare a sfornare un’altra buonissima serie di bocconotti castellini da mangiare in un solo boccone.

NOTIZIE STORICHE PRESE DA MATTEO DEL NOBILE “IL BOCCONOTTO CASTELLINO, STORIA E TRADIZIONE”, 2017. 

La nascita del bocconotto castellino avviene nelle case delle famiglie benestanti del paese a cavallo tra la prima e la seconda metà del XIX secolo, le uniche che potevano permettersi l’uso del cioccolato fondente e delle mandorle, alimenti che allora più che oggi, avevano un costo elevato. Sono state le aiutanti nelle cucine di quelle famiglie a carpire i segreti del dolce e a tramandarne la ricetta gelosamente da madre in figlia.

«Il segreto», racconta Rosetta, mastra pasticciera e fondatrice della Fabbrica di Bocconotto insieme al figlio Nicolò che ha pensato di conservare la tradizione nell’innovazione «sta nella preparazione con prodotti di altissima qualità e nel tempo da dedicare alla preparazione perché questo dolce ha bisogno di passione e tempo».

Fin da bambina Rosetta amava stare con le mani in pasta e osservare sua mamma e sua nonna in cucina dandosi a sua volta da fare. «Intorno ai 17 anni ho cominciato a prepararli per le famiglie della zona, per i matrimoni, poi per le pasticcerie e i forni locali. Dopo un’esperienza da dipendente ho deciso, un anno e mezzo fa, che era ora di aprire la mia “Fabbrica”» spiega.

Con l’aiuto dei tre figli, una in cucina, una in cassa e uno al marketing, la “Fabbrica” è diventata un punto di riferimento per chi vuole assaggiare il bocconotto castellino nella sua forma più autentica e legata alla tradizione.

«Usiamo olio extravergine di oliva, creme fresche fatte da me e uova fresche di galline allevate a terra, solo il rosso naturalmente, mandorle scelte, cioccolato finissimo. Sono convinta che la cura dei particolari sia fondamentale, è quella che fa la differenza. Ci vuole tanto amore, certo anche la forza per impastare e lavorare tanto, ma se non ci metti il cuore si sente» spiega Rosetta.

Ed è per questo che pur avendo cambiato spesso pasticceria o forno dove lavorava i clienti più affezionati la seguivano, consapevoli di non poter trovare altrove quello specifico sapore e gusto.

«La soddisfazione più grande è quando un cliente mangia qui in negozio un nostro bocconotto. Glielo leggo negli occhi che gli sta piacendo ed è un momento bellissimo per me».

Rosetta è fedele alla tradizione, ma sa anche guardare oltre. «Pur avendo come perno centrale, il bocconotto castellino, sperimentiamo continuamente nuovi prodotti come i bocconotti salati perché se quelli dolci al cioccolato, alla mandorla o alla crema sono il nostro marchio di fabbrica, quelli ripieni di verdure, ricotta o zucca lo diventeranno».

«Abbiamo anche quelli senza glutine e stiamo provando la formula perfetta per quelli vegani», continua l’inarrestabile Rosetta. L’unico rammarico è che i bocconotti castellini non siano un dolce noto fuori dalla zona d’origine, ma anche su questo la famiglia della “Fabbrica” sta lavorando. «A Milano c’è il panettone, in Toscana i cantucci, a Napoli il babà, possibile che il nostro dolce non riesca a superare i confini locali? Per noi merita di più, quindi recentemente siamo andati ad alcune fiere, a Napoli e in Toscana, per far scoprire questa nostra specialità e le reazioni sono state tutte molto positive. L’importante è che il bocconotto mantenga la sua artigianalità e il suo sapore originale», conclude Rosetta prima di tornare a sfornare un’altra buonissima serie di bocconotti castellini da mangiare in un solo boccone.

NOTIZIE STORICHE PRESE DA MATTEO DEL NOBILE “IL BOCCONOTTO CASTELLINO, STORIA E TRADIZIONE”, 2017. 

  

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